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Recensione di Rockit.it

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Ecco qui, la recensione “professionale” di Rock.it

Thomas Hardy fu una delle voci (e delle penne) più importanti del secolo appena trascorso. Con le sue opere intrise di pessimismo e decadenza tutta fin de siècle, fu capace di traghettare la letteratura inglese dal periodo vittoriano al novecento. Il suo romanzo più famoso, “Jude l’oscuro”, è evidente fonte di ispirazione per questo progetto nato nel 2009 per mano del one man band Elia Mercanzin. Provenienti dal profondo nord, Padova/Treviso, i Kissing Jude, di queste terre, possiedono l’umbratilità e l’indolenza. Se con il debutto del 2011, “Basic Needs”, la collaborazione di Mercanzin con altri tre musicisti sparsi per l’Europa, aveva dato vita ad un compendio di brani di impianto electro minimal – vicino alle cose più umorali dei The National per capirci – con questa nuova uscita il registro rimane più o meno lo stesso, ma nel contempo la struttura dei pezzi viene pervertita da una consistente dose di oscurità e rarefazione delle atmosfere.

Non troppo, ovviamente, ma giusto quel tanto che consente loro di essere accomunati ad un’altra realtà italiana, i romani Spiritual Front. Un piano scheletrico ci conduce sin dentro “Do You Believe In Shame?” personalissima rivisitazione dell’omonimo brano dei redivivi Duran Duran; “Look Up At The Sky” segue melliflua fino a metà del suo incedere, per poi deflagrare innescata da una chitarra acidissima.

Con “No Man’s Land” i volumi abdicano in favore di un’elettricità più misurata e circolare, mentre “Fancy Girl” è una gustosissima marcetta in puro Blur style. Chiudono “Consolation Dealers”, morbida ballata che rimanda alle cose migliori degli inglesi The Wolfgang Press e “Blindness”, narrazione di un brano tratto dal romanzo “Cecità” di Josè Saramago che poi si stempera in una coda post rock mettendo i sigilli alle porte. Un lavoro maturo, ottimamente suonato ed arrangiato, che dice molte cose sul suo creatore ed esecutore unico, una personalità poliedrica e capace di non sfigurare di fronte ai migliori crooner su piazza.”

La pagina delle recensione originale: http://bit.ly/1SPF898

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